Libro fotografico: “WAF JEREMIE, l’inizio della Speranza” di Marco Baroncini Edizione GRAFFITI

Libro fotografico: “WAF JEREMIE, l’inizio della Speranza” di Marco Baroncini Edizione GRAFFITI

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Via Latina, 515   View map
Titolo: “WAF JEREMIE, l’inizio della Speranza”
Autore: Marco Baroncini (www.marcobaroncini.com)
Casa Editrice: Graffiti 
Anno: 2011
Artistic Director: Gianni Pinnizzotto
Graphic Art Designer: Emiliano Pinnizzotto (www.emilianopinnizzotto.com)

 

Note tecniche del libro:
Formato 24×30
Rilegato con copertina cartonata
Pag. 113
Foto 108 – Bianco e Nero/Colore diviso in due sezioni, una dedicata alla vita quotidiana ad Haiti e l’altra, dal titolo “Vilaj Italyen” dedicata all’opera di ricostruzione di Suor Marcella.
Disponibile su ordinazione
ISBN 9788890574061
 

 

Waf Jeremie, o Waf come viene chiamato dai suoi abitanti, è uno dei quartieri più poveri di Port-au-Prince, dove circa 150.000 persone vivono in condizioni di miseria assoluta in baracche di lamiera e poche casette di mattoni, spesso allagate dagli alluvioni. E’ sorto più di 10 anni fa su una discarica tra il mare e un fiumiciattolo di acqua nera. In tutta la baraccopoli non esistono servizi igienici, né fognature, né condutture d’acqua. L’elettricità c’è solo nella zona del porto, dove si trovano alcuni piloni a cui la gente delle baracche si attacca illegalmente. Uno dei primi focolai del colera a Port-au-Prince nel novembre 2010 è stato proprio a Waf Jeremie, per le scarse condizioni igieniche. Waf è una delle zone interdette dalle Nazioni Unite a causa della sua pericolosità e per la difficoltà di accesso e fino ai giorni del terremoto non si trovavano organizzazioni disposte a seguire progetti di sviluppo nell’area. La totale assenza di forze di polizia consente a gang e trafficanti di armi e droga di incrementare liberamente i propri affari. Fino a quel tragico 12 gennaio 2010 una delle poche presenze all’interno della baraccopoli era quella di suor Marcella, missionaria francescana infermiera, che vive nel quartiere dal 2004 sviluppando e portando avanti progetti concreti in aiuto della popolazione.
Grazie alle donazioni di amici e di alcune associazioni italiane e straniere, Suor Marcella è riuscita a costruire 122 case di mattoni, una scuola, un refettorio sociale che ogni giorno dà circa 300 pasti ai bimbi della baraccopoli, due batterie di latrine, un punto distribuzione acqua, ha ricostruito la clinica, che era stata distrutta dal terremoto, un centro colera, una serie di botteghe artigiane e una casa di accoglienza destinata ad accogliere i bimbi resi orfani dal terremoto.
Suor Marcella è una figura di riferimento all’interno della comunità di Waf. Ha creato uno staff di ragazzi del posto che la aiutano nel lavoro in clinica e in giro per il quartiere che lei ha provveduto a istruire nel corso degli anni. Suor Marcella è una figura conosciuta anche dagli esponenti del governo haitiano, che ne riconoscono i grandi meriti e le grandi capacità. In tanti infatti arrivano a Waf per conoscere i suoi progetti e valutare un eventuale possibile modello da seguire e imitare.
Nel mese di novembre del 2010, l’esperienza di Suor Marcella si è incrociata con l’attività di documentazione che il fotografo Marco Baroncini, dell’agenzia americana Corbis, stava svolgendo ad Haiti e a Waf. Dall’incontro è nata l’idea di far raccontare, attraverso le immagini di un libro fotografico, la realtà di Waf e soprattutto l’umanità della sua gente.
Il libro “Waf Jeremie, l’inizio della speranza” è una delle prime documentazioni fotografiche di questa realtà poco conosciuta, lontana dagli aiuti internazionali post terremoto. Il libro fa conoscere da dentro la realtà di Waf, una realtà fatta di miseria e di gravi difficoltà preesistenti al terremoto e che il sisma prima e il colera poi hanno ingigantito.
Testimonianza del fotografo Marco Baroncini
“Sono arrivato ad Haiti per documentare la situazione a quasi un anno dal terremoto che aveva distrutto Port-au-Prince e causato migliaia di morti. Girando per diverse settimane per la capitale e per le zone maggiormente colpite, mi sono trovato di fronte a situazioni drammatiche e di fatto la ricostruzione sembrava assai lontana. Tutto era esattamente come nei giorni seguenti al sisma.
La gente aveva ricominciato a vivere, ma in mezzo alle macerie. Il centro di Port-au-Prince era diventato un mercato a cielo aperto, con le bancarelle tra edifici pericolanti e masse di detriti.
Tra le tante storie che ho cercato di raccontare, quella di Suor Marcella aveva una luce diversa e ha dato un senso diverso al mio lavoro ad Haiti. Di lei e del suo lavoro nel quartiere ghetto di Waf Jeremie mi avevano già parlato, la conoscono tutti a Port-au-Prince. Incontrarla di persona e vederla all’opera è stata però la vera sorpresa.
Parlando con lei è subito venuta l’idea di realizzare un libro fotografico attraverso il quale far conoscere la dura realtà di Waf Jeremie. Realtà in cui lei opera dal 2004 tra mille difficoltà e una forte motivazione.
L’idea che abbiamo concretizzato è quella di mettere a disposizione le mie immagini e il mio lavoro per quel piccolo miracolo che si è e si sta tuttora realizzando davanti a Waf, ovvero i progetti portati avanti da Suor Marcella grazie alle donazioni di alcune parrocchie, una goccia in un oceano se paragonata agli aiuti internazionali
Il libro racconta la vita a Waf Jeremie, il cotesto in cui i suoi abitanti vivono, la quasi totale mancanza di servizi e strutture. E’ in questo contesto che s’inserisce il lavoro instancabile di Suor Marcella e anche il mio, umilissimo, di fotografo”.

 

MARCO BARONCINI – www.marcobaroncini.com
Fotoreporter, rappresentato dall’Agenzia Corbis, si occupa principalmente di documentare tematiche sociali. Collabora con varie testate tra cui New York Times, Le Monde, Vanity Fair. Realizza progetti di documentazione su emergenze umanitarie anche in aree di conflitto. In Italia segue i temi relativi all’immigrazione, al Sud e porta avanti da anni un progetto sulla comunità Rom.
Il lavoro New Porrajmos ha partecipato al Festival di fotogiornalismo di Perpignan, Visa pour l’Image 2009, ed è stato recensito dal New York Times. Ha pubblicato, con altri autori, i libri fotografici Rom, figli di un Dio minore (Graffiti) e The Land of Palestine (Graffiti) premiati col Jury Prize all’Orvieto Foto Festival. Ha pubblicato il libro Waf Jeremie, l’inizio della Speranza (Graffiti) su Haiti. Ha realizzato numerose mostre in Italia e all’estero.
 
Il libro è stato presentato il giorno 11 Gennaio 2012 alle ore 16.00, in occasione del secondo anniversario del disastroso terremoto che ha colpito Haiti, a Roma presso Palazzo Valentini.

Il libro fotografico “WAF JEREMIE – L’INIZIO DELLA SPERANZA” di Marco Baroncini

ha vinto il PREMIO PX3 – Prix de la Photographie Paris –

e l’Honorable Mention dell’IPA 2013 – International Photo Awards –

come MIGLIOR LIBRO FOTOGRAFICO 

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